Che obiettivi e quali linee guida avrai?
Il Campionato appena concluso, al di là degli ottimi risultati ottenuti sul campo, ci ha fatto capire di avere una squadra all?altezza della categoria, particolarmente giovane e con qualità ad ?alto potenziale?: la prima vera sfida per il prossimo anno sarà quello di valorizzarlo nel tempo continuando l?ottimo lavoro già svolto da Mister Ferrari. Lo scorso campionato abbiamo spesso giocato con ben 6 ?minorenni? nella formazione titolare, ragazze che rappresentano il vero patrimonio della Fortitudo e che dovranno continuare il loro percorso di crescita potendo contare sull?aiuto dello zoccolo duro delle più esperte. Tutte le ragazze avranno un anno di esperienza in più e un campionato di A2 sulle spalle; va da sé che dal punto di vista dei risultati sportivi, obiettivo primario sarà la permanenza nella categoria che la Fortitudo ha già dimostrato di meritare. Una volta raggiunto, e solo in quel momento, si potranno affrontare altri discorsi.
Che campionato ti aspetti?
Forse è un po? presto per poter fare previsioni, sia perché non abbiamo ancora completato la rosa, sia perché anche le altre concorrenti sono ancora alla ricerca dell?assetto definitivo. Una cosa, però, penso si possa dire. Tutto il dilettantismo, sia maschile che femminile, si trova a vivere una difficile fase di riorganizzazione dopo alcuni anni di eccessi e durante i quali si erano persi i veri valori di questo mondo: mi riferisco a certi rimborsi spese, piuttosto che alla sempre più frequente ricerca di atleti fuori piazza. Oggi, sempre più spesso e giustamente, si sente parlare di ringiovanimento delle squadre, di atleti del posto e di rilancio dei settori giovanili. E? evidente che anche tra i dilettanti non si può prescindere da una gestione finanziaria della Società o dei giocatori, ma forse si era persa di vista la sostenibilità nel tempo di certe scelte. Posso immaginare che già dal prossimo Campionato possano trarre forte vantaggio quelle squadre che per vocazione o per scelta strategica hanno cominciato questa trasformazione negli anni scorsi; le altre viceversa saranno costrette a forti ridimensionamenti. Da questo punto di vista mi pare che la Fortitudo, grazie alla competenza e passione della sua Dirigenza, sia da annoverare tra le Società virtuose e mi auguro che possa raccogliere il frutto di queste coraggiose scelte passate. La speranza è che da questo nuovo modello ne tragga beneficio lo spettacolo e la competitività dei campionati.
Quali sensazioni provi alla prima esperienza da allenatore?
Posso tranquillamente ammettere che il passaggio dal calcio giocato a quello della panchina non è ancora arrivato a compimento: dalla voglia di giocare la partitina in allenamento a quella di entrare in campo per aiutare le ragazze in un momento di difficoltà . Se penso poi che in un concitato finale di partita del campionato scorso avevo, nell?ordine: chiamato un cambio in fase difensiva (prontamente ritardato a momento più opportuno da Daniele), chiesto il quarto cambio (e per fortuna le ragazze dopo il terzo avevano già tolto le scarpe) e poco dopo ero entrato in campo per ?apostrofare? l?arbitro (fortunatamente bloccato dalla panchina)?.penso che avrò ancora molto da lavorare! Ma ci sarà tempo, mi dicono i colleghi più esperti. Voglio invece ringraziare la società della Fortitudo per la fiducia che ha riposto in me: immagino non sia stato facile affidare la Prima Squadra ad una persona che un anno fa era ancora in attività , fresco di Corso Allenatori e con alle spalle una sola annata come Secondo. Evidentemente la sintonia di intenti e la fiducia reciproca hanno prevalso.
Come stai vivendo il passaggio dal maschile al femminile?
E? stato un passaggio assolutamente casuale, merito di Mister Ferrari che mi aveva voluto come Secondo nel periodo in cui, sprovvisto di patentino, dovevo frequentare l?impegnativo Corso Allenatori. L?esperienza, fino a questo momento, è stata pienamente positiva. Le differenze tra i due mondi sono sostanziali ma sinceramente non saprei dire quali dei due sia meglio: sicuramente il mondo maschile prende più seriamente l?attività calcistica e la tensione al risultato è maggiore; viceversa assolutamente impareggiabile è le volontà delle ragazze di imparare e migliorare, caratteristica invece poco presente nell?ambiente maschile. Per un allenatore, la disponibilità a crescere da parte del gruppo è già un buon punto di partenza.
Quali sono i pregi e i difetti della tua nuova società ?
E? sicuramente la domanda più difficile. Ho più volte ripetuto come l?ambiente familiare costruito con grossi sacrifici dalla Dirigenza rappresenti senza dubbio un aspetto importante di questa Società . Dopo numerosi anni di calcio giocato posso testimoniare quanto sia difficile trovare delle persone, prima ancora che dei Dirigenti, che curino così bene i momenti durante i quali stare assieme, dalla festa per gli Auguri di Natale alla festa di fine Campionato, solo per citarne alcune. In fin dei conti non siamo dei professionisti e il piacere di giocare a calcio in un ambiente piacevole non ha prezzo. Per quanto concerne i difetti?non è per niente facile. Mi vien da dire, ma proprio per spaccare il capello, che un ambiente dilettantistico e particolarmente familiare (tra veri amici) come il nostro, pur rappresentando un terreno fertile per la crescita delle ragazze, per alcuni elementi di valore potrebbe far venir meno le giuste motivazioni al sacrificio per eccellere e far considerare l?attività esclusivamente come uno svago. Oggi in organico abbiamo ragazze che frequentano, o hanno frequentato, il giro della Nazionale e delle Rappresentative ed altre invece che mi sento tranquillamente di considerarle tra le migliori giocatrici italiane nel proprio ruolo. A loro il mio invito a mantenere alto il loro impegno e di pretendere, anche dall?esterno, il giusto supporto. Come dice Giuseppe?il calcio non dà nulla a chi non ha dato tutto?ma quando dà , ce lo ricordiamo per tutta la vita, aggiungo io!